BENVENUTI a CHIOGGIA nel nostro BED & BREAKFAST SAN DOMENICO…. VI TROVATE VICINO……

….alla chiesa di San Domenico, che sorge su un’isoletta collegata a Chioggia da un ponte in muratura che attraversa il canale di San Domenico, appunto. Costruita intorno al XIII secolo, la chiesa fu prima officiata ed eretta dai Domenicani e successivamente dai Gesuiti. L’edificio subì importanti modifiche verso la metà del Settecento e fu restaurato a fondo all’inizio dell’Ottocento.
Il campanile trecentesco è a canna quadra percorsa da paraste, con cella campanaria a bifore. L’impianto è ad unica navata, con soffitto a volta, presbiterio e cappelle laterali. Oltre al ricco altare del Crocefisso – assai venerato – l’interno conserva opere di notevole pregio: l’Orazione nell’orto (sopra la porta) di Alvise dal Friso; le tele raffiguranti la Battaglia contro gli Albigesi di Pietro Damini; un San Paolo del 1520, ultima opera conosciuta di Vittore Carpaccio; ed infine una grande e preziosa composizione – il Crocefisso che parla a San Tommaso d’Aquino – attribuita al Tintoretto.

CHIOGGIA, così lo stesso Goldoni la descrive nella prefazione alle BARUFFE:

« Chiozza è una bella e ricca città venticinque miglia distante da Venezia, piantata anch’essa nelle Lagune, isolata ma resa Penisola per via di un lunghissimo ponte di legno, che comunica colla Terraferma. Ha un Governatore con il titolo di Podestà, ch’è sempre di una delle prime Case Patrizie della Repubblica di Venezia, a cui appartiene. Ha un Vescovo colà trasportato dall’antica sede di Malamocco. Ha un porto vivissimo e comodo e ben fortificato. Evvi il ceto nobile, il civile ed il mercantile. Vi sono delle persone di merito e di distinzione. Il Cavaliere della città ha il titolo di Cancellier Grande, ed ha il privilegio di portare la veste colle maniche lunghe e larghe, come i Procuratori di San Marco. Ella in somma è una città rispettabile. »

(Carlo Goldoni, Le baruffe Chiozzotte)

La leggenda delle origini di Chioggia narra che Antenore, fuggito da Troia dopo la sua sconfitta, trovò rifugio nelle coste del Mar Adriatico assieme ad Aquilio e Clodio, anch’essi fuggitivi. La leggenda si dirama poi in tre parti: Aquilio, Antenore e Clodio fondarono rispettivamente le comunità di Aquileia, Padova e Clodia. Per quest’ultima, Clodio scelse come stemma un leone rampante rosso a ricordo di Troia. Il nome Clodia poi cambiò nei secoli in Cluza, Clugia e quindi Chiozza, per arrivare infine all’attuale toponimo Chioggia.

UNA CURIOSITA’
L’orologio della torre di S.Andrea è al secondo posto tra gli orologi più antichi del mondo, poiché preceduto di alcuni mesi da quello bretone, situato a Salisbury Gran Bretagna.
Chioggia è di origine romana, ne resta il tipico reticolato geometrico nella topografia urbana, e faceva parte di una più estesa centuriazione che comprendeva l’intera area della laguna di Venezia.
I documenti più vecchi sono attribuiti al V secolo d.C., quando la città era parte di una provincia dell’impero bizantino. Nel medioevo la città ebbe una propria autonomia comunale e nel 1110 divenne anche sede episcopale.
Palazzi in stile veneziano dai colori vivaci si affacciano sul Canal Vena, che taglia longitudinalmente Chioggia, uno dei luoghi più pittoreschi della città, e fino a qualche tempo fa, ricco di “bancarelle” di frutta, verdura, formaggi e salumi e frequentatissimo dai chioggiotti.

Una pagina importante della storia della città avvenne durante la cosiddetta guerra di Chioggia (rievocata nel Palio della Marciliana), l’ultimo scontro tra Repubblica di Genova e Serenissima Repubblica di Venezia.
Nel 1379 la città cadde in mano a Genova, per poi essere riconquistata dall’intervento veneziano nel 1380.
Chioggia fece parte della Repubblica di Venezia fino al 1797, anno in cui cadde in mano alle truppe di Napoleone Bonaparte.
In seguito al trattato di Campoformio, nel 1798, la città passò in mano all’Austria, a cui rimase tranne per un breve periodo in cui subentrarono nuovamente i francesi, fino al 1866, anno in cui Chioggia venne annessa al nascente Stato Italiano alla fine della terza guerra di indipendenza, quando, malgrado le sconfitte militari subite dalle forze italiane, con la notevole eccezione delle formazioni garibaldine, grazie all’alleanza con la Prussia, il governo austriaco fu costretto a cedere il Veneto e parte dell’odierno nordest all’Italia.
Durante la seconda guerra mondiale rischiò il bombardamento a tappeto da parte dell’aviazione alleata. Solo grazie alla rivolta dei cittadini i nazifascisti si arresero e il 27 aprile 1945 la città venne liberata dalle forze alleate.

Se volete saperne un po’ di più sulla storia di Chioggia ancor prima di venire, o se vi è piaciuta e siete curiosi di approfondire quello che avete visto e avete conosciuto solamente sentendone parlare, potete dare uno sguardo ai link che qui di seguito vi consiglio:

http://www.tuttochioggia.it/storia.htm.

http://www.webdiocesi.chiesacattolica.it/cci_new/s2magazine/index1.jsp?idPagina=18738

http://www.chioggiavenezia.it/spiagge-e-territorio/storia-arte-e-tradizioni/la-storia.html